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I misteri del lago Vostok dopo trent'anni di scavi Foto - Repubblica.it
I misteri del lago Vostok dopo trent'anni di scavi Foto - Repubblica.it
I misteri del lago Vostok
Un team russo rompe l'ultima barriera di ghiaccio e raggiunge un bacino di acqua temperata sepolto da milioni di anni. Un mondo isolato e autonomo rispetto alla Terra, la cui scoperta pone serie questioni ambientali. Con tanti interrogativi e anomalie, al momento senza risposta di TIZIANO TONIUTTI
UN MISTERO lungo venti milioni di anni, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud 2. E' quello racchiuso nel lago Vostok, subglaciale e grande come l'Ontario, lungo quasi 250 chilometri e largo 50, profondo 1000 metri, il più grande delle centinaia di bacini sotto il Polo sud. Forse gli strati che ricoprono il lago sono più recenti, nell'ordine delle decine di migliaia di anni. Ma tradotti in misure, equivalgono comunque a tre chilometri e oltre di spessore glaciale, che le trivelle russe impegnate nella spedizione hanno finito di perforare oggi, dopo trent'anni di lavori. La zona di Vostok è ammantata di mistero oltre che di ghiaccio, da sempre. Non ultima la sparizione del team di scienziati impegnati nei lavori in questi giorni, di cui hanno dato notizia network importanti come la Fox, poi riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. E la vera avventura comincia adesso, perché fare luce sui misteri del lago, l'ambiente che lo circonda e le sue anomalie potrebbero rappresentare per la scienza un episodio non distante per importanza dalla conquista della Luna negli anni 60.
I misteri del lago Vostok
Un team russo rompe l'ultima barriera di ghiaccio e raggiunge un bacino di acqua temperata sepolto da milioni di anni. Un mondo isolato e autonomo rispetto alla Terra, la cui scoperta pone serie questioni ambientali. Con tanti interrogativi e anomalie, al momento senza risposta di TIZIANO TONIUTTI
UN MISTERO lungo venti milioni di anni, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud 2. E' quello racchiuso nel lago Vostok, subglaciale e grande come l'Ontario, lungo quasi 250 chilometri e largo 50, profondo 1000 metri, il più grande delle centinaia di bacini sotto il Polo sud. Forse gli strati che ricoprono il lago sono più recenti, nell'ordine delle decine di migliaia di anni. Ma tradotti in misure, equivalgono comunque a tre chilometri e oltre di spessore glaciale, che le trivelle russe impegnate nella spedizione hanno finito di perforare oggi, dopo trent'anni di lavori. La zona di Vostok è ammantata di mistero oltre che di ghiaccio, da sempre. Non ultima la sparizione del team di scienziati impegnati nei lavori in questi giorni, di cui hanno dato notizia network importanti come la Fox, poi riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. E la vera avventura comincia adesso, perché fare luce sui misteri del lago, l'ambiente che lo circonda e le sue anomalie potrebbero rappresentare per la scienza un episodio non distante per importanza dalla conquista della Luna negli anni 60.
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Libri - JOHN BROCKMAN, EDGE - Cultura e mente: la rete delle reti neurodigitali - Luca De Biase
Libri - JOHN BROCKMAN, EDGE - Cultura e mente: la rete delle reti neurodigitali
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Luca De Biase on October 9, 2011 8:31 AM
Edge è un fantastico gruppo di persone che riflettono sul futuro che stiamo costruendo. E si manifesta in un sito ricchissimo di lezioni, dibattiti e saggi che vanno a esplorare le dimensioni più affascinanti della vita intellettuale contemporanea; organizza convegni e lezioni dal vivo; sostiene i partecipanti che scrivono un libro sulla loro materia. L'anima di Edge è John Brockman. Che ora è riuscito anche a pubblicare alcuni libri che raccolgono alcuni tra i saggi più interessanti del gruppo. I primi che ho in mano sono Culture e Mind.
John Brockman lavora a New York, in un ufficio sulla piazzetta che si apre dove la 5 Avenue arriva all'angolo del Central Park. Per chi lo vada a trovare d'estate, l'esperienza è fisicamente oltre che intellettualmente sfidante. L'aria condizionata crea l'atmosfera tipica dell'interno di un frigorifero. Il silenzio è completo. "Veniamo qui per riflettere. Se dobbiamo comunicare lo facciamo via internet, anche da una stanza all'altra. Passiamo giornate senza dire nulla. Ma lo scambio di idee è incessante". E piuttosto ricco. Brockman vive facendo l'agente letterario e molti dei suoi autori sono diventati dei veri e propri bestseller anche grazie alle sua capacità.
In questi giorni sta lavorando con i suoi più antichi colleghi, Stewart Brand in testa (fondatore dello Whole Earth Catalog e autore della celebre frase "stay hungry stay foolish" citata da Steve Jobs nel suo discorso di Stanford), sta lavorando alla grande domanda annuale che provocherà come sempre un vigoroso dibattito all'inizio del prossimo anno.
I due libri con i quali Edge che Brockman propone sono raccolte di saggi importanti sui concetti di "cultura" e "mente".
Cultura, si apre con un saggio di Daniel Dennett che interpreta il concetto in chiave "evoluzionistica". Prosegue con Jared Diamond che si domanda "perché certe società prendono decisioni disastrose". Denis Dutton si occupa di una visione "darwiniana della personalità umana". Steward Brand riproduce il suo famoso saggio nel quale sostiene che "siamo come dèi e dobbiamo imparare a essere bravi in questo compito". Molti altri saggi. Tra questi, David Gelernter con il suo "È ora di occuparsi di internet seriamente" (2010). Dice Gelernter che internet non è un argomento tipo i cellulari e le console per videogiochi: è un argomento tipo l'educazione. E se è così importante dobbiamo cominciare a dedicarci davvero a comprenderlo. Il libro dedicato alla cultura contiene poi straordinari saggi di Jaron Lanier, Clay Shirky, Nicholas Christakis, Douglas Rushkoff, Evgeny Morozov, Brian Arthur, Richard Foreman, Frank Schirrmacher, Daniel Hillis.
Cultura e mente. Difficile scegliere temi più complessi e affascianti. Perché consentono contemporaneamente di riflettere sull'umanità e la scientificità di quello che sappiamo di noi e del modo che abbiamo per sapere qualcosa di noi.
La cultura e la mente appaiono nelle pagine di Edge come dimensioni collegate da una metafora comune. La rete. La cultura emerge dalla rete di collegamenti tra i cervelli che sono a loro volta reti di neuroni: una rete digitale che estende le facoltà della rete cerebrale. Le conseguenze di questa metafora sono ricchissime. E ovviamente vengono affrontate da Edge con il piglio scientifico di chi non si innamora delle ipotesi ma le sottopone costantemente a verifica. E quando la verifica appare abbastanza solida le comunica con la gioia di avere contribuito al sapere di tutti.
John Brockman è riuscito a realizzare qualcosa di rarissimo. Il suo gruppo si pone problemi filosoficamente, scientificamente, umanamente enormi, con la leggerezza di chi è consapevole che non molti altri circoli intellettuali nel mondo hanno il coraggio di porseli altrettanto chiaramente e con altrettanta competenza. Ne emerge tra l'altro un sistema generoso verso ogni tipo di pubblico: la dedizione di Brockman e dei suoi autori alimenta l'accesso a saperi e pensieri finissimi, diffusi gratuitamente online. E bisogna dire che questa generosità del gruppo di Edge è ripagata dalla generosità del pubblico verso gli autori quando pubblicano i loro libri.
(Gli altri libri citati nel corso degli anni in questo blog)
via blog.debiase.com
Scientists Harness The Power Of Plant Photosynthesis With Biophotovoltaics : TreeHugger
by Kimberley Mok, Montreal, Canada
Images: London Design Week
If you think powering your gadgets with plants sounds like a strange idea, think again. Scientists at Cambridge University are working with designers to develop the next generation of photovoltaics that harness the biological power of plant photosynthesis. To give a visual idea of how these biophotovoltaics (BPVs) may look like, doctoral candidate Paolo Bombelli collaborated with designers Alex Driver and Carlos Peralta to produce these intriguing concept designs, ranging from a moss-powered lamp to a colony of 'solar masts'.
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Stronger than steel, novel metals are as moldable as plastic
via sciencedaily.com
ScienceDaily (Feb. 28, 2011) — Imagine a material that's stronger than steel, but just as versatile as plastic, able to take on a seemingly endless variety of forms. For decades, materials scientists have been trying to come up with just such an ideal substance, one that could be molded into complex shapes with the same ease and low expense as plastic but without sacrificing the strength and durability of metal.
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Nervous System – explorations in generative design and natural phenomena
Hyphae Lamps – an infinite series of lighting designs
The Hyphae Lamp is a new series of algorithmically generated lighting designs by Nervous System. Each lamp is individually grown through a process based on leaf vein formation. No two lamps are alike. Each casts a unique pattern of branching shadows on the wall and ceiling, creating an ethereal and organic atmosphere. The lamps are 3D-printed to order in nylon and illuminated with eco-friendly LED lights. The first 10 lamps in the series are now available for purchase.
GROWTH PROCESS VIDEO
video not showing up? watch it on Vimeo.com here: Hyphae Lamps. Special thanks to Graham Woolley / scion eidolon for creating the music.
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Kunstformer der Nature (Ernst Haeckel)
via youtube.com
Ernst Heinrich Phillipp August Haeckel (February 16,1834 - August 9,1919),also written von Haeckel,was an eminent German biologist, naturalist, philosopher, physician, professor and artist who discovered,described and named thousands of new species,mapped a genealogical tree relating life forms,and coined many terms in biology,including anthropogeny, ecology, phylum, phylogeny and the kingdom Protista.Haeckel promoted and popularized Charles Darwin's work in Germany and developed the controversial recapitulation theory ("ontogeny recapitulates phylogeny") claiming that an individual organism biological developement,or ontogeny parallels and summarizes its species' entire evolutionary developement,or phylogeny. The published artwork of Haeckel includes over 100 detailed,multi-colour illustrations of animals and sea creatures.
http://en.wikipedia.org/wiki/Ernst_Haeckel
http://en.wikipedia.org/wiki/Kunstformen_der_Natur
http://commons.wikimedia.org/wiki/Kunstformen_der_Natur#
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A journalist's guide to the scientific method - and why it's important
Written by Robert Niles
Why should journalists care about the scientific method? I suggested in my post last week that journalism students should take a lab science class to learn about the scientific method. Here's why I think that's so important to journalists today.
The scientific method provides a standard procedure through which scientists gather, test and share information. Obviously, part of that should sound familiar because gathering and sharing information is what journalists do, too.
But there are substantial differences between the scientific method and journalism reporting. And while I believe that those differences did not affect journalism's viability when newspapers had an information monopoly in their communities, our lack of standards for testing information is hurting us in today's more competitive information market.
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Metodo dell'informazione - Luca De Biase
Robert Niles propone che i giornalisti imparino il metodo scientifico. E ne scrive sulla rivista di Online Journalism (Ojr). Ovviamente, l'epistemologia non è una disciplina priva di dibattito e di punti di vista diversi. Del resto, il metodo scientifico ha tanti aspetti: non è lo stesso applicarlo al laboratorio di chimica e all'archivio storico, per esempio. Ma l'argomento è fondamentale per i giornalisti e per chi si occupa di informazione. La qualità dell'informazione discende essenzialmente dal metodo con il quale viene raccolta e pubblicata.Probabile che l'informazione abbia più spesso a che fare con il metodo degli storici che con quello dei chimici, anche se non è per nulla escluso che serva anche quello talvolta. Il metodo degli statistici, poi, dovrebbe diventare davvero pane quotidiano.Di certo, occorre umiltà. A questo proposito, la prossima settimana uscirà una proposta pratica della Fondazione Ahref. Tutta da discutere. Una vera beta.
via blog.debiase.com
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